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	<title>Tradizioni e Costume - Puglia Facile</title>
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	<description>Prodotti Tipici, Artigianato, Località incantevoli</description>
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	<title>Tradizioni e Costume - Puglia Facile</title>
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		<title>Giochi della tradizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Puglia Facile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2021 08:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizioni e Costume]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Purtroppo, l’origine di molti dei giochi più amati da grandi e piccini si perde nel tempo e se ne conoscono pochi dettagli. Di sicuro in Puglia il gioco tradizionale più conosciuto è il Gioco delle 5 pietre (in dialetto tuddhri). Il Gioco delle 5 pietre, giocato di frequente fra i viottoli e le scalinate dei piccoli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Purtroppo, l’origine di molti dei giochi più amati da grandi e piccini si perde nel tempo e se ne conoscono pochi dettagli.</h3>
<p>Di sicuro in Puglia il gioco tradizionale più conosciuto è <strong>il Gioco delle 5 pietre</strong> (in dialetto <strong>tuddhri</strong>).</p>
<p>Il Gioco delle 5 pietre, giocato di frequente fra i viottoli e le scalinate dei piccoli paesini pugliesi era articolato in più fasi, da compiere in sequenza senza commettere errori. Meno complicati sono invece giochi come Nascondino, Strega comanda colore e Palla avvelenata, ancora oggi diffusi tra i giochi dei più piccoli. Riscopriamone solo alcuni.</p>
<h3>La trottola (&#8216;u currucole)</h3>
<p>Attorno alla trottola veniva messa una cordicella, si iniziava dalla punta, e si stringeva il più forte possibile per evitare che durante il lancio la corda si snodasse e la trottola non avrebbe girato, mentre un capo restava nelle mani del giocatore.</p>
<p>Si lanciava con forza, lasciando srotolare la corda che dava la rotazione.</p>
<p>Più la trottola girava, e più eri bravo. Il lancio veniva effettuato dall’alto verso il basso con il braccio posizionato all’altezza dell’orecchio. I più bravi prendevano la trottola in mano durante la fase di rotazione spostandosela sul palmo.</p>
<h3>Il gioco della campana</h3>
<p>Il gioco consisteva nel disegnare a terra, con un gesso, un sistema di gioco così composto:</p>
<p>Si disegnavano due rettangoli, uno affianco all’altro, messi di faccia con i lati più piccoli adiacenti, numerando il primo 1 o 10 il secondo 2 o 20, sotto, al centro dei due rettangoli, se ne disegnava un altro numerandolo 3 o 30, sotto se ne disegnavano altri due numerandoli 4 o 40, poi 5 o 50, sotto a questi due se ne disegnava al centro un altro numerandolo 6 o 60 e così via fino ad arrivare a 10 o 100 questo disegno era chiamato <strong>&#8220;campana&#8221;.</strong></p>
<p>Ogni giocatore si dotava di una pietra. Si lanciava la pietra in ordine cronologico nel rettangolo numerato.</p>
<p>Se la pietra si fermava si continuava saltando all’interno della <strong>&#8220;campana&#8221;:</strong> si saltava con i piedi all’interno dei rettangoli contemporaneamente e con le gambe larghe per i due rettangoli vicini, poi proseguendo, sempre balzando con un piede in quello singolo, in quest’ultimo un piede era messo nel rettangolo mentre l’altro era alzato, quindi ci si teneva in equilibrio. E così via.</p>
<p>Successivamente si doveva ritornare, nello stesso modo, e raccogliere la pietra dal rettangolo. Terminato il giro senza cadere o senza far cadere la pietra, si passava al rettangolo seguente. E così fino alla fine. Chi cadeva o sbagliava cedeva il posto al giocatore successivo, ed aspettava il suo turno.</p>
<p>Ovviamente vinceva chi arrivava per primo a 10 o 100.</p>
<h3>Nuovi giochi</h3>
<p>Se alcuni giochi del passato originari della Puglia e del Sud Italia stanno lentamente sparendo, nuovi giochi stanno nascendo per rimpiazzarli, caratterizzati da stile moderno e interesse a far conoscere la Puglia al grande pubblico. Giocando su quell’omonimia che non passa inosservata in Italia, un giocattolaio locale ha contattato la Hasbro e ricevuto l’autorizzazione a produrre un’edizione del celebre gioco <strong>Monopoly</strong> dedicato alla città di Monopoli. Ambientata nella città barese, questa rara edizione del gioco sostituisce le celebri vie come vicolo Corto con le vie di Monopoli.</p>
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		<title>La Fontana dell&#8217;Acquedotto Pugliese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2021 02:05:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizioni e Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Acquedotto pugliese]]></category>
		<category><![CDATA[fontane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;icona immortale di questo sud Italia. Questa tipica fontana Pugliese era realizzata interamente in ghisa. Forse, il segreto della sua longevità risiede proprio nell&#8217;utilizzo di questo materiale. Infatti è ancora molto diffusa in tutto il territorio Pugliese, dai borghi alle campagne sino ad arrivare ad alcune zone delle favolose litoranee marine. Venivano solitamente installate in [&#8230;]</p>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><h2>Un&#8217;icona immortale di questo sud Italia.</h2><p>Questa tipica fontana Pugliese era realizzata interamente in ghisa. Forse, il segreto della sua longevità risiede proprio nell&#8217;utilizzo di questo materiale. Infatti è ancora molto diffusa in tutto il territorio Pugliese, dai borghi alle campagne sino ad arrivare ad alcune zone delle favolose litoranee marine. Venivano solitamente installate in un&#8217;aerea quadrata pavimentata con mattoni in pietra, comunemente dette &#8220;chianche&#8221; delimitando poi l&#8217;aerea con gli stessi con un cordolo più alto.</p><h3>Un pò di storia &#8230;</h3><p>Tutto ebbe inizio nel lontano 1902, con la legge per la costruzione e l&#8217;esercizio dell&#8217;Acquedotto Pugliese in cui si dispone che &#8220;il Consorzio dovrà costruire a sue spese in ciascun comune, in numero proporzionato agli abitanti, fontanine gratuite per il pubblico, restando in facoltà del comune di disciplinarne l&#8217;uso, ed a suo carico il pagamento dell&#8217;acqua&#8221;.</p><p>Entrata nella vita sociale della gran parte degli abitanti pugliesi, tutt&#8217;ora nelle caldi e roventi estate pugliesi si ricerca la fontana più vicina per dissetarsi o addirittura rinfrescarsi. Molte storie e leggende nel tempo si sono diffuse intorno ad essa.</p><p>Furono per molti i luoghi di innamoramenti casuali, di appuntamenti con l’amata o con l&#8217;amante e divennero l’agorà di tutti, il ritrovo di chiacchiere, di sfoghi, di risate e di confidenze dalla voce bassa come anche il parco giochi di generazioni di bambini soprattutto nel periodo estivo.</p><p>I <strong>pugliesi </strong>le amano e le rispettano, i turisti le guardano affascinati: le tante <strong>fontane </strong>presenti, specialmente nei centri storici, rientrano nei caratteri distintivi della regione.</p><p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-14269" src="https://www.pugliafacile.com/wp-content/uploads/2021/03/Fontana-acquedotto.jpg" alt="" width="1400" height="708" srcset="https://www.pugliafacile.com/wp-content/uploads/2021/03/Fontana-acquedotto.jpg 1400w, https://www.pugliafacile.com/wp-content/uploads/2021/03/Fontana-acquedotto-300x152.jpg 300w, https://www.pugliafacile.com/wp-content/uploads/2021/03/Fontana-acquedotto-1024x518.jpg 1024w, https://www.pugliafacile.com/wp-content/uploads/2021/03/Fontana-acquedotto-768x388.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p></div>
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		<title>La Casamatta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2021 22:14:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da visitare]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni e Costume]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiamata erroneamente bunker. La Casamatta era una postazione di difesa costiera della Seconda Guerra Mondiale, Postazione Circolare Monoarma o brevemente PCM. Struttura bellica molto semplice, una torretta circolare seminterrata, con quattro feritoie per una difesa a 360°, destinate ad ospitare un&#8217;unica arma, da qui il nome. Si trovano disseminate lungo le coste pugliesi, sia nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Chiamata erroneamente bunker. La Casamatta era una postazione di difesa costiera della Seconda Guerra Mondiale, Postazione Circolare Monoarma o brevemente PCM.</h2>
<p>Struttura bellica molto semplice, una torretta circolare seminterrata, con quattro feritoie per una difesa a 360°, destinate ad ospitare un&#8217;unica arma, da qui il nome.</p>
<p>Si trovano disseminate lungo le coste pugliesi, sia nel versante Adriatico che in quello Ionico. Avevano lo scopo di rallentare un eventuale sbarco nemico nell&#8217;attesa dell&#8217;arrivo delle truppe di riserva dislocate alle spalle delle prime linee per essere impiegate in caso di bisogno.</p>
<p>Le feritoie permettevano di mantenere sotto controllo tutta la zona circostante. La struttura in calcestruzzo era spesso parzialmente interrata, lasciando emergere solo le feritoie e la copertura.</p>
<p>La blindatura era minima fornendo riparo solo alle armi di piccolo calibro. Inoltre le feritoie non erano dotate di chiusure, esponendo così, i difensori ad un eventuale tiro d&#8217;accerchiamento. Presidiata da due soldati, l&#8217;armamento poteva essere costituito dai semplici fucili mitragliatori in dotazione, da una mitragliatrice o alcune volte da un cannone anticarro 47/32.</p>
<p>Basse e defilate, spesso ricoperte di rocce locali, avevano lo scopo di mimetizzarsi per un duplice motivo, sfuggire ad un eventuale cannoneggiamento navale e sorprendere il nemico ormai prossimo. In fase di progettazione si prevedeva che fossero dotate di porte metalliche, ma data la mancanza di fondi, molto spesso erano provviste di portoncini in legno.Oggi purtroppo quelle poche rimaste sono abbandonate a se stesse,una fine un po’ beffarda per un manufatto militare.</p>
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		<title>Lo Stricaturo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2021 00:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizioni e Costume]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stricaturo? Ovvero quando la lavatrice non esisteva &#8230;  Lo stricaturo è composto da una tavola di legno (generalmente di ulivo) la cui superficie era intagliata a fasce parallele triangolari, sulla cui superficie si comprimevano strofinando i panni bagnati e intrisi con un pò di sapone e tanto &#8220;olio di gomito&#8221; necessario per rimuovere lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="14030" class="elementor elementor-14030" data-elementor-settings="[]">
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p>Lo stricaturo? Ovvero quando la lavatrice non esisteva &#8230; </p><p>Lo <strong>stricaturo</strong> è composto da una tavola di legno (generalmente di ulivo) la cui superficie era intagliata a fasce parallele triangolari, sulla cui superficie si comprimevano strofinando i panni bagnati e intrisi con un pò di sapone e tanto &#8220;olio di gomito&#8221; necessario per rimuovere lo sporco dai vestiti.</p><p>Il trattamento dei panni consisteva nello strofinarli dal basso in alto sulla tavoletta, in modo che il contatto con le scanalature favorisse il rammollimento e l’espulsione dello sporco dalle fibre.</p><p>Lo <strong>stricaturo</strong>, per secoli, è stato quindi un semplice asse da bucato. Oggi, invece, è entrato a far parte dei complementi d’arredo di molte abitazioni salentine. Questo sia per la sua forma, talvolta davvero peculiare, che per le sue dimensioni (e peso) che talvolta possono essere anche notevoli.</p></div>
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		<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pugliafacile.com/lo-stricaturo/">Lo Stricaturo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.pugliafacile.com">Puglia Facile</a>.</p>
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		<title>La &#8220;Foc&#8217;ra&#8221;, il monumentale falò di Grottaglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2021 22:11:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizioni e Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Foc'ra]]></category>
		<category><![CDATA[Grottaglie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appuntamento più atteso nei festeggiamenti in onore di san Ciro è l&#8217;accensione della Foc&#8217;ra. Un falò composto da legnami vari con predominanza di rami ottenuti con la potatura di vigneti e oliveti. Un rito legato al martirio del Santo che quando fu ucciso prima di essere decapitato fu torturato col fuoco. Questo rituale si svolge [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Appuntamento più atteso nei festeggiamenti in onore di san Ciro è l&#8217;accensione della <strong>Foc&#8217;ra</strong>.</h2>
<p>Un falò composto da legnami vari con predominanza di rami ottenuti con la potatura di vigneti e oliveti. Un rito legato al martirio del Santo che quando fu ucciso prima di essere decapitato fu torturato col fuoco.</p>
<p>Questo rituale si svolge <strong>sempre il 30 gennaio </strong>nelle ore serali dopo che l&#8217;Arcivescovo ha benedetto la pira. La <strong>Foc&#8217;ra</strong> di <a href="https://www.pugliafacile.com/grottaglie/">Grottaglie</a> se la si osserva da vicino per la sua struttura esterna ricorda uno dei tanti ricoveri in pietra a secco sparsi nella campagne, trulli con struttura a gradoni decrescenti.</p>
<p>Solo che la <strong>Foc&#8217;ra</strong> non è una struttura di pietre ma fabbricata con la legna, i tronchi più grandi e i più sottili sarmenti accumulati da tempo dopo le potature dai fedeli vengono donate per il rito, si raccolgono anche parti di vecchio mobilio. Ogni anno la struttura può variare anche in altezza.</p>
<p>Con i tronchi si costruisce la base, vuota all&#8217;interno, dove si crea una camera provvista di porta con un profondo vestibolo, e proprio in quella camera che si accende la pira.  Mano a mano che la struttura cresce si utilizzano legni più sottili fino ai sarmenti in cima, ma con i sarmenti si copre esternamente tutta la <strong>Foc&#8217;ra</strong> per facilitare la combustione. In cima all&#8217;esterno si pone un croce con l&#8217;immagine di san Ciro.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pugliafacile.com/la-focra-il-monumentale-falo-di-grottaglie/">La &#8220;Foc&#8217;ra&#8221;, il monumentale falò di Grottaglie</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.pugliafacile.com">Puglia Facile</a>.</p>
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		<item>
		<title>La focara di Novoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 18:02:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizioni e Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Focara]]></category>
		<category><![CDATA[Novoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Evento balzato all&#8217;attenzione di tutta la Regione e di gran parte del Sud Italia e che richiama migliaia di visitatori e pellegrini. A Novoli la devozione per Sant’Antonio Abate è rappresentato da un fuoco. Questo enorme falò detto &#8220;fòcara&#8220; e gli spettacoli pirotecnici sono indispensabili per rendere omaggio all’amato patrono. E per di più è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Evento balzato all&#8217;attenzione di tutta la Regione e di gran parte del Sud Italia e che richiama migliaia di visitatori e pellegrini. A <strong>Novoli</strong> la devozione per Sant’Antonio Abate è rappresentato da un fuoco.</h2>
<p>Questo enorme falò detto &#8220;<strong>fòcara</strong><em>&#8220;</em> e gli spettacoli pirotecnici sono indispensabili per rendere omaggio all’amato patrono. E per di più è la tradizione a esigere che il fuoco sia sempre presente nei festeggiamenti per sant’Antonio Abate perché è purificatore e di buon auspicio per i raccolti dopo i rigori dell’inverno.</p>
<p>Dal 16 al 18 gennaio si svolge <strong>l’intorciata</strong>, lunga quanto suggestiva processione al seguito della statua del santo, durante la quale i devoti o gli adepti delle confraternite, provenienti dai paesi limitrofi, ma anche da altre province, portano enormi ceri. Ma l’aspetto più suggestivo dei festeggiamenti resta la fòcara: un’enorme torre di fascine di tralci di vite.</p>
<p>La costruzione della fòcara inizia all&#8217;alba del <strong>7 gennaio</strong>, anche se il &#8220;comitato&#8221; provvede all&#8217;organizzazione, alla raccolta e al trasporto dei fasci di vite già dall&#8217;inizio del mese di dicembre, per essere conclusa a mezzogiorno della Vigilia, momento, questo, salutato da fragorosi rintocchi di campane.</p>
<p>Il falò è formato da fascine di tralci di vite (sarmente) recuperati dalla rimonta dei vigneti, le quali vengono accatastate con perfetta maestria e con tecniche tramandate gelosamente di generazione in generazione.</p>
<p>In media per costruire un falò da venti metri circa di diametro per altrettanti di altezza occorrono dalle 80.000 alle 90.000 fascine (ogni fascio è composto da circa duecento tralci di vite, i quali sono legati tradizionalmente con del filo di ferro).</p>
<p>Per la costruzione di una fòcara occorrono circa 100 persone abbastanza abili per restare ore in piedi sui pioli delle lunghe scale e passarsi l&#8217;uno sull&#8217;altro al di sopra della testa i fasci, che poi giunti in cima vengono sistemati perfettamente dal costruttore. Proprio sulla cima, la mattina della Vigilia, viene issata un&#8217;artistica bandiera, sulla quale c&#8217;è un&#8217;immagine del santo, che successivamente brucia insieme al falò. L&#8217;onore dell&#8217;accensione del falò spetta al presidente del comitato o al Sindaco, anche se negli ultimi tempi molti sono gli ospiti &#8220;illustri&#8221; che presenziano la magica sera del 16 gennaio.</p>
<p>L&#8217;accensione avviene attraverso una batteria &#8211; fiaccolata; una volta accesa, la focara arde per tutta la notte tra le migliaia di persone che, tra musica popolare e fumi di arrosti delle bancarelle presenti in piazza, assistono allo splendido spettacolo delle fasciddre, le caratteristiche faville che librano nell&#8217;aria creando una &#8220;pioggia di fuoco&#8221;. Il 17 gennaio, inoltre, tra i novolesi ricorre l&#8217;usanza di non &#8216;ncammarare.</p>
<p>Si pranzare, a base di pesce e bisogna astenersi obbligatoriamente dal mangiare carni e latticini. I piatti tipici del giorno sono gnocchi in zuppa di baccalà o di pesce, scapece (pesce condito con zafferano, pangrattato e aceto), frutti di mare, <a href="https://www.pugliafacile.com/le-pettole/">pittule</a>, <a href="https://www.pugliafacile.com/i-sanacchiudere/">purciddhruzzi</a> e <a href="https://www.pugliafacile.com/cartellate/">cartiddhrate</a>, dolci delle festività natalizie, tutto accompagnato dal moscato o dal rosolio locale.</p>
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		<title>La pizzica salentina &#8230; e la taranta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2021 16:48:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizioni e Costume]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla pizzica, ballo tipico e caratteristico della Puglia sono dedicate numerose feste e serate. Tra tutte da ricordare &#8220;la notte della Taranta&#8221; che si tiene a Melpignano l&#8217;ultima settimana di agosto.  La pizzica, nasce come musica terapeutica fatta suonare dagli uomini all’interno delle case (o nelle piazze) per liberare le &#8220;pizzicate&#8221; dal morso della taranta, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="13630" class="elementor elementor-13630" data-elementor-settings="[]">
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><h2>Alla pizzica, ballo tipico e caratteristico della Puglia sono dedicate numerose feste e serate.</h2><p>Tra tutte da ricordare &#8220;<strong>la notte della Taranta</strong>&#8221; che si tiene a <a href="https://www.pugliafacile.com/melpignano/">Melpignano</a> l&#8217;ultima settimana di agosto. </p><p>La pizzica, nasce come musica terapeutica fatta suonare dagli uomini all’interno delle case (o nelle piazze) per liberare le &#8220;pizzicate&#8221; dal morso della <strong>taranta</strong>, termine salentino per indicare la tarantola, il ragno che aveva fama di pizzicare le donne sotto le vesti durante il periodo della mietitura. La musica da loro utilizzata aveva la funzione di far ballare le donne fino all’estremo, in modo da uccidere il ragno e liberare le fanciulle dal malessere provocato dal morso.</p><p>I fatti narrano che le fanciulle morse dalla tarantola, cadevano in uno stato di possessione e tutto il paese si riuniva intorno a loro per aiutarle con un lungo rito di esorcizzazione. L’esorcismo collettivo veniva svolto all’interno della cappella della chiesa dedicata a San Paolo, a Galatina nel Salento, proprio durante la festa che celebra il santo della città. Alcune volte l’esorcismo iniziava in casa, dove i suonatori si riunivano per far danzare la pizzicata in modo da uccidere il ragno velenoso che l’aveva fatta ammalare.</p><p>La tradizione vuole che una delle tante <strong>varianti della pizzica</strong> sia, principalmente, una danza di corteggiamento dove la donna, muovendo i passi e saltellando al ritmo dei tamburelli, si lascia corteggiare dall’uomo. Questi, avvolto dalla sensualità della danza, della musica e dagli sguardi di lei, lascia alla donna il potere della scelta. Ed ella, fedele alla sua storia ancestrale, gestisce le redini del fato e del destino amoroso, scegliendo il proprio partner e lasciandosi scegliere nuovamente da lui.</p><p>Sarà proprio il fazzoletto rosso, rosso come il sangue e la passione, rosso come l’istinto incontrollato che, sventolato dalle mani di lei, sceglierà il partner. Questi accetterà la scelta della donna e si avvicinerà a lei, nel vortice di una danza erotica e sensuale, fatta di leggeri sfioramenti e sguardi erotici.</p><p>Il rosso acceso della stoffa emerge tra i movimenti caldi della danza per disegnare vortici di corteggiamento e di amoreggiamenti, per esprimere la propria voce una volta che la donna ha scelto il suo uomo. Giunti a questo punto il fazzoletto diverrà simbolo dell’amore concesso al partner da parte della fanciulla, la quale dona quel fazzoletto, rosso come il suo cuore, a colui che l’ha conquistata.</p></div>
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